Il Civico Museo Sartorio, inaugurato nel 2006, dopo due anni di chiusura per il suo completo restauro finanziato dal Comune di Trieste e da un generoso contributo della famiglia Costantinides, è una elegante villa borghese dell’Ottocento, divenuta “casa museo” nel 1947 grazie al lascito testamentario di Anna Segrè Sartorio.
Al suo interno negli arredi, nelle opere d’arte e negli oggetti di uso quotidiano convivono gli stili Impero e Biedermeier, sino al revival storico, neorococò e neogotico.

La villa, collocata a breve distanza dal mare e circondata da un grande giardino viene edificata nel ’700; la primitiva struttura, fu poi modificata e ampliata in epoca neoclassica. Pietro Sartorio, giunto a Trieste dalla natia Sanremo nel 1775, in qualità di mercante di granaglie, entra a far parte del patriziato triestino, avvia una fiorente attività commerciale, poi rilevata con successo dai figli Giovanni Guglielmo e Pietro. Quest’ultimo sposa la ricca e colta Giuseppina Fontana e diventa assieme a lei il proprietario di questa villa, che arreda con mobili e quadri di pregio, tuttora esposti. Trasmette ai suoi figli il gusto per l’arte, in particolare a Giuseppe che diviene un attento e competente collezionista, cui si deve innanzitutto la rara collezione di 254 disegni di Giambattista Tiepolo.