Selezione di testi tratti dalla guida alla visita della mostra

Tiepolo a Trieste

Sezione 1: Studi vari per decorazioni da soffitto Sezione 2: Studi per soggetti storici e mitologici
Sezione 3: Studi per figure allegoriche Sezione 4: Studi di figure
Sezione 5: Studi di guerrieri Sezione 6: Studi di cani
Sezione 7: Paesaggi Sezione 8: Teste di carattere
Sezione 9: Figure caricaturali Sezione 10: Capricci e Scherzi di fantasia
Sezione 11: Figure di orientali Sezione 12: Vasi e studi vari
Sezione 13: Soggetti sacri

Sezione 1

Studi vari per decorazioni da soffitto

La sezione raccoglie una serie di studi relativi alla elaborazione compositiva di cicli decorativi da soffitto per ville e palazzi, commissionati a Tiepolo in tutta la sua longeva carriera artistica. Questo tipo di fogli rappresenta la parte più cospicua della collezione triestina, essendo formata da circa sessanta esemplari. I disegni, esposti in ordine cronologico, documentano l’attività dell’artista dall’epoca giovanile fino alla fine degli anni Cinquanta, a ridosso della partenza per la Spagna e mostrano come lo stile tiepoloesco si evolve nel corso del tempo verso un ductus sempre più franto e mosso, accompagnato da un acquerello dato a macchia di grande freschezza e libertà per la resa dei rilievi plastici e chiaroscurali.
Degni di nota sono lo studio con il Trionfo delle Arti (n. 1), relativo all’affresco dipinto nel 1730-1731 sul soffitto del salone principale di Palazzo Archinto a Milano e il Trionfo della Virtù e della Nobiltà (n. 2), relativo al soffitto del salone di Villa Cordellina a Montecchio Maggiore nei pressi di Vicenza, databile al 1743.

Sezione 2

Studi per soggetti storici e mitologici

Quasi un’appendice della sezione 1 è questa, relativa agli studi per opere di soggetto storico e mitologico realizzate all’interno di cicli decorativi ad affresco.
Entrambi i disegni qui esposti sono da porre negli anni Cinquanta del Settecento, perciò nella fase della piena maturità dell’artista: il primo è il Sacrificio di Ifigenia (n. 59), relativo al mito di Ifigenia, figlia di Agamennone e Clitemnestra, e raffigura il momento in cui Artemide rapisce Ifigenia togliendola dall’ara del sacrificio e la porta in volo verso la Tauride. La composizione ricorda soprattutto nella posa delle due protagoniste quella presente nell’affresco – molto danneggiato – raffigurante Artemide con Ifigenia in volo verso la Tauride, presente nel salone del primo piano di Villa Corner a Merlengo, databile al 1750 circa.
Il secondo, condotto con la sola penna in un fare rapido e sintetico, è relativo all’episodio con Enea presenta Cupido nelle vesti di Ascanio a Didone (n. 60), affrescato intorno al 1757 nella stanza dell’Eneide della palazzina di Villa Valmarana a Vicenza.

Sezione 3

Studi per figure allegoriche

La sezione è composta nella quasi totalità da disegni giovanili relativi alla decorazione della villa Loschi Zilieri dal Verme al Biron presso Vicenza, affrescata da Tiepolo intorno al 1734.

Sezione 4

Studi di figure

Lo studio di Paggio piangente (n. 74) con il quale inizia la sezione è un disegno giovanile databile intorno al 1730 caratterizzato da un ductus sicuro della penna unito a un sapiente uso dell’acquerello di grande effetto pittorico, che costruisce le forme facendone risaltare i rilievi plastici e chiaroscurali. A ulteriore conferma della cronologia del foglio soccorre pure l’affresco con Sofonisba riceve il veleno da Massinissa, di Palazzo Dugnani a Milano (1731), nel quale compare sulla sinistra e in controparte un paggio assai simile a questo del foglio triestino.
Degno di nota è il foglio con Tre figure di ignudi (n. 75), perchè è l’unico del corpus triestino che presenta la data autografa di Tiepolo “il di 17 feb.° 1744”; in tal modo esso documenta lo stile grafico dell’artista intorno alla metà degli anni Quaranta, caratterizzato da un segno più fluido e sintetico unito all’acquerello più arioso e mosso.

Sezione 5

Studi di guerrieri

Sia nei cicli decorativi che nei dipinti di soggetto storico-mitologico realizzati da Tiepolo compaiono spesso figure di guerrieri nella veste di protagonisti o di comparse, a partire dalle prove giovanili degli anni Trenta, quali Alessandro incontra Diogene della collezione Modiano di Bologna (1732-1734), per continuare con la produzione matura come gli affreschi di Villa Valmarana a Vicenza (1757).
Nella collezione triestina vi sono una quindicina di disegni con soldati in armatura in diverse pose: qui se ne presentano quattro a partire dal Guerriero in atteggiamento di trionfo (n. 81), che ricorda molto nella postura statuaria, nell’abbigliamento e nella fisionomia quella di Alessandro nell’affresco La famiglia di Dario dinanzi ad Alessandro di Villa Cordellina a Montecchio Maggiore (1744).

Sezione 6

Studi di cani

Levrieri di questo tipo si ritrovano ad animare diverse scene storiche nell’opera di Tiepolo, come il Banchetto di Cleopatra della National Gallery of Victoria a Melbourne (1743-1744), dove ne compare uno seduto di schiena assai prossimo a quello al centro del disegno n. 128, mentre il pechinese appena abbozzato nello stesso foglio si ritrova nell’ Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, del Museum of Fine Arts di Montreal (1725). Il cane del disegno n. 129 è da collegare con quello visibile in primo piano a destra nell’affresco con l’Incontro di Antonio e Cleopatra di Palazzo Labia a Venezia (anni Quaranta).

Sezione 7

Paesaggi

Nella collezione triestina vi sono ben undici paesaggi boschivi del tipo dei due qui esposti (nn. 130-131): si tratta di esercitazioni grafiche di soggetto naturalistico che sono serviti all’artista quali fondali di svariati suoi dipinti di soggetto storico-mitologico tra cui possiamo citare il Mosè salvato dalle acque della Scottish Nationl Gallery di Edimburgo (metà anni Trenta), la Raccolta della Manna e il Sacrificio di Melchisedec della Parrocchiale di Verolanuova (1741-1742 circa).

Sezione 8

Teste di carattere

La sezione raccoglie una serie di dieci teste cosiddette di carattere, realizzate da Tiepolo per lo più negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo: si tratta di esercitazioni che dovevano servire quali spunti compositivi per le sue opere, dalle scene storiche ai capricci. A questo tipo di studi, come la Testa di orientale (n. 127) guardò pure Giandomenico per la realizzazione della sua serie di acqueforti intitolata Libro di Teste, iniziata intorno al 1757 e terminata dopo il 1770. Agli anni Quaranta vanno poste ad esempio la Testa d’uomo (n. 118), improntata ad una tersa luminosità, le due Teste di uomo barbuto (nn. 121-122), caratterizzate da un acquerello brioso giocato su due tonalità e dato anche a punta di pennello, la Testa di orientale (n. 125), che presenta una leggera vena caricaturale.

Sezione 9

Figure caricaturali

In questa sezione vengono presentati otto disegni raffiguranti caricature, scelti tra venticinque facenti parte della collezione Sartorio. La caricatura è un genere che ebbe una notevole fioritura nel Settecento a Venezia, dove oltre agli esempi di Tiepolo si potevano gustare quelli di Marco Ricci e Anton Maria Zanetti. I disegni qui esposti sono databili dai primi anni Quaranta agli anni Cinquanta: divertenti ed ironiche notazioni prese dal vero, in essi si possono riconoscere alcuni tipi specifici quali il gentiluomo con redingote e spada (n. 132), o le diverse versioni più o meno scanzonate ed enfatizzate del nobile con panciotto abbottonato e culotte sotto la giacca, con in mano il tricorno e il bastone (nn. 133, 135-139), o ancora il giovane militare con giacca corta e spada (n. 134).

Sezione 10

Capricci e Scherzi di fantasia

Le serie all’acquaforte dei Capricci e degli Scherzi di fantasia documentano il grande fervore creativo di Tiepolo, che in esse sbizzarrisce la sua fantasia creando composizioni affollate da maghi, orientali, filosofi, satiri immersi in paesaggi fantastici, dove tra le fronde degli alberi sbucano piramidi tronche, mappamondi, vasi e fanno capolino animali di ogni sorta quali civette, scimmie, capre, cani e bovini. Tiepolo in queste stampe molto suggestive e poetiche si ispira alle incisioni del genovese Giovanni Benedetto Castiglione (1609-1664) e del napoletano Salvator Rosa (1615-1673).

Sezione 11

Figure di orientali

La sezione raccoglie sette disegni con varie figure di orientali, personaggi che si ritrovano assai spesso nell’opera pittorica e grafica del Tiepolo, sia come gustose figure secondarie, poste a corollario di scene di soggetto storico e mitologico, sia come protagonisti delle scene fantastiche dei Capricci e degli Scherzi di fantasia.
Databili entro la prima metà degli anni Quaranta sono la Figura di orientale (n. 102), e il Sacerdote orientale (n. 104) che ricordano nelle fattezze e nella posa quelle presenti nelle tele con Due orientali seduti sotto un albero e Due orientali, oggi alla National Gallery di Londra ma in origine destinati a decorare una sala del Palazzo Dolfin Manin a Venezia. Da collegare invece all’acquaforte Filosofo in piedi con gran libro, facente parte della serie dei Capricci, è la Figura di orientale (n. 105) di profilo sinistro con librone in mano.

Sezione 12

Vasi e studi vari

La sezione, introdotta dallo studio giovanile con La folla e i serpenti (n. 107) del 1725-1730, annovera una serie di studi di vasi e di altri oggetti come scudi, elmi, faretre che si ritrovano a corollario illustrativo di molte opere di Tiepolo di soggetto storico e mitologico.
Degni di nota sono gli studi con Vaso e mascheroni (n. 108) e Particolari decorativi (n. 109), nei quali c’è uno studio per la testa di Medusa urlante nello scudo impugnato da Arrunte nella tela con Bruto e Arrunte del 1729 circa (Vienna, Kunsthistorisches Museum), che in origine faceva parte del ciclo decorativo di Ca’ Dolfin a Venezia.

Sezione 13

Soggetti sacri

La sezione raccoglie dieci disegni che coprono un arco cronologico lungo più di trent’anni: databile ante 1730 è l’ Adorazione dei pastori (n. 85), un esempio di disegno finito destinato al collezionismo. Un altro esempio di disegno finito, da porre nel periodo udinese (1726-1728) è la Decapitazione di un vescovo (n. 86). La scena raffigurata potrebbe essere identificata con il Martirio di San Giovanni vescovo di Bergamo, soggetto dipinto da Tiepolo nel 1745 in una pala per il Duomo di Bergamo, che presenta però una composizione del tutto diversa.