Video introduttivo
Piano Terra e Sotterraneo
Primo Piano
Secondo Piano

La casa si sviluppa su un piano terra, due piani superiori e una soffitta e presenta all’interno l’impianto di tipo settecentesco di gusto veneto: un grande salone al centro sul quale si affacciano, comunicanti fra loro, ampie stanze, ognuna piacevolmente illuminata da almeno due finestre.

L’aspetto attuale della villa è il risultato dell’intervento di riforma operato nel 1838-1839 dall’architetto Nicolò Pertsch. La villa appartenuta ai Sartorio per più di un secolo subì inevitabilmente modifiche di carattere strutturale, adeguamenti per esigenze d’uso, ma anche ammodernamenti nell’arredamento legati al gusto della seconda metà dell’Ottocento. L’architetto connotò la facciata principale sul giardino e quella postica con i caratteri desunti dall’architettura neoclassica allora in voga e creò davanti agli ingressi due portici a tre fornici. Eleganti e funzionali, questi riecheggiano la soluzione già adottata nel 1801 da Matteo Pertsch, padre di Nicolò, per l’ingresso del Teatro Nuovo (oggi Teatro Comunale “G. Verdi”).
Numerosi interventi vennero attuati in quegli anni anche all’interno dell’edificio: ambienti supplementari che oggi corrispondono alla biblioteca e alla sala neogotica e a quella sottostante coperta a volta; queste ultime si legano alla piccola cappella.
Nel 1839, inoltre, i Sartorio fecero progettare dall’architetto Francesco Scalmanini l’ingresso principale e il piccolo edificio per il custode che servirà anche all’abbellimento della contrada stessa. Nel 1926 l’originaria scala in pietra fu sostituita con quella attuale, più leggera, realizzata in legno. Agli anni Trenta si deve pure il moderno sistema di calefazione, che sostituì le antiche stufe in maiolica, meno pratiche, ma sicuramente più decorative.