Nella cultura gastronomica medievale, la salute vien mangiando, ma attenti alle salse. Scrive infatti Maino de’ Maineri, docente universitario e medico alla corte dei Visconti alla metà del ’300, che sono stati i golosi a scoprire per primi il piacere delle salse, perché queste rendono più stuzzicanti i piatti e invogliano a fare il bis. Non per niente nei trattati di dietetica sapore è sinonimo di salsa.

All’Opusculum de Saporibus scritto da Maino è dedicato l’incontro di approfondimento alla mostra “La cucina del mortaio e del pestello. Alimentazione e salute tra medioevo e età moderna” visitabile al Museo petrarchesco piccolomineo di Trieste.
Relatrice della conferenza – che si terrà martedì prossimo 12 aprile alle ore 17.30, presso la sala Costantinides di Museo Sartorio – sarà la professoressa Marialuisa Cecere, curatrice dell’edizione dell’Opusculum pubblicata dall’Accademia Jaufré Rudel di studi medievali di Gradisca d’Isonzo.

Laureata con una tesi sui lessici della cucina e i rapporti tra cucina e medicina nel medioevo, la professoressa Cecere ha collaborato con la facoltà di Scienze della formazione e con il Dipartimento di Storia dell’Università di Trieste tenendo corsi di Storia economica medievale. Presso l’Accademia Jaufrè Rudel di Gradisca è responsabile della sezione dedicata allo studio dei rapporti tra alimentazione e salute nel Medioevo. Si occupa della ricostruzione filologica di vivande medievali, organizzando banchetti storici in molte città italiane ed estere Ha tenuto, e tiene, conferenze e corsi di cucina storica in diverse località italiane ed è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche di storia dell’alimentazione, della gastronomia italiana e dei rapporti tra alimentazione e salute, di cui l’Opusculum di Maino de Maineri è un testimone fondamentale per il Trecento.

Il testo – che è parte di un più ampio trattato di medicina destinato agli studenti universitari – si presenta come un libro di ricette, ma è un libro di dietetica a tutti gli effetti. Nel dare la ricette, Maino pone attenzione non tanto al gusto delle pietanze ma ai modi in cui vengono preparate, con lo scopo di smorzare la loro intrinseca nocività proprio grazie ai condimenti e alle salse più adatte: quella verde per il bollito, la peverata nera per gli arrosti, la camellina per carni bianche e pesci.

Durante la conversazione con Marialuisa Cecere l’Opusculum avverà un confronto tra ricettari gastronomici e trattati medici del Medioevo con una riflessione sulle metodiche di studio della cucina storica.

La mostra “La cucina del Mortaio e del Pestello. Alimentazione e salute tra Medioevo ed Età moderna”, a cura di Alessandra Sirugo e Cristina Fenu è in corso presso il Museo petrarchesco piccolomineo, via Madonna del mare 13 – Trieste fino al 3 settembre 2016 con orario da lunedì a sabato 9-13; giovedì anche dalle 15 alle 19.

ingresso libero; chiuso festività civili e religiose
visite guidate ogni sabato alle 11 e ogni giovedì alle 17
si prenotano visite per gruppi turistici e per le scuole
visite guidate: € 4,00, ridotte e gruppi € 2,00

Ultima cena
affresco, sec. XV
Valle, Chiesa del Santo Spirito | Bale, Sv. Duh (HR) – photo © Miloš Ciuk